My first conference: challenging, overwhelming & rewarding!

Chiara Da Villa

⏳  4 min

Last week, my colleague Mattia De Francisci and I had the opportunity of attending the Alzheimer’s Association International Conference (AAIC) in Toronto (26th – 31st July). AAIC is the largest international meeting dedicated to advancing dementia science and clinical practice and this year hosted 8,000 researchers onsite gathering from global universities, hospitals, and medical and pharmaceutical companies. It has taken place in one of the most important convention centers in the world, with multiple scientific sessions held in parallel and brilliant AD experts presenting at plenary sessions, resulting in covering a lot of dementia topics and perspectives. A carousel of multiple kinds of social events has filled every conference day, such as morning races, after-hours receptions, guided meditation, and biohacking workshops.

As my first conference and the first time I actually disseminated my research work, AAIC has been a blast for me. It was a fully social week, constantly engaging in new scientific connections. Starting a talk with new people and building “networking” is sometimes challenging, but I realized that creating close and personal relationships with researchers from all over the world is exciting, rewarding, and life-enriching. I found myself talking to scientists who share the same research questions as my team, who have read the same papers, and who face the same everyday challenges. Even more thrilling was the opportunity to meet in person the authors of papers I’ve carefully studied, and to have in-depth scientific conversations grounded in the knowledge I’ve built through personal study and hard work. In addition, attending plenary sessions led by top-of-the-world AD scientists allowed me to gain a broader and deeper understanding of dementia—more than I could have achieved in a whole year of research on my own.

Finally, I had the opportunity of spending one evening with a highly skilled neuroradiologist and researcher (not easy to excel in both!), who made his career in the world-leading US. A man with unique expertise on brain strokes and neurodegenerative disease that inspired me with his natural curiosity toward scientific questions, his full dedication to brain medicine, and his enthusiasm for the ongoing progress.

I came back home with the feeling that the whole world is trying to figure out the mechanism underpinning this disease as well as the optimal methodologies to intervene. Alzheimer’s disease is becoming, now more than ever, a major global burden that likely everyone reading this post has somehow, unfortunately, experienced. I have realized that the perspective is optimistic, but a constant, strong, global effort and collaboration is needed to continue the medicine progress, which is running so fast: a challenge where this conference plays a pivotal role.

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La scorsa settimana, io e il mio collega Mattia De Francisci abbiamo avuto l’opportunità di partecipare all’Alzheimer’s Association International Conference (AAIC) a Toronto (26-31 luglio). L’AAIC è il più grande meeting internazionale dedicato al progresso nella scienza della demenza e nella pratica clinica;  quest’anno ha ospitato in loco 8.000 ricercatori provenienti da università, ospedali, aziende mediche e farmaceutiche di tutto il mondo.L’evento si è svolto in uno dei congressi più importanti a livello mondiale, con numerose sessioni scientifiche parallele e la partecipazione di esperti di eccezionale livello sull’Alzheimer, che hanno tenuto interventi nelle sessioni plenarie, offrendo un’ampia prospettiva sulla demenza. Diversi eventi sociali più disparati hanno scandito ogni giorno della conferenza, come gare alla mattina presto, aperitivi serali di networking, la meditazione guidata e i laboratori di biohacking.

Essendo la mia prima conferenza e la prima volta in cui ho divulgato il mio lavoro di ricerca, l’AAIC è stata per me un’esplosione. È stata una settimana full-social, che mi ha portato a instaurare costantemente nuove connessioni scientifiche. Iniziare una conversazione con persone sconosciute  e creare un “networking” a volte costa fatica, ma mi sono resa conto che creare relazioni strette e personali con ricercatori da tutto il mondo è emozionante, gratificante ed è un modo per arricchire le esperienze di vita. Mi sono trovata a parlare con scienziati che condividono le stesse domande di ricerca del mio team, che hanno letto gli stessi paper e affrontano le stesse sfide quotidiane. Ancora più entusiasmante è stato incontrare di persona gli autori dei paper che ho studiato attentamente e di tenere conversazioni scientifiche basate sullo studio personale e sul lavoro di ricerca. Inoltre, la partecipazione a sessioni plenarie presentate dai migliori scienziati sull’ AD del mondo mi ha permesso di comprendere meglio la scienza della demenza, più di quanto ho imparato in un intero anno di ricerca individuale.

Infine, ho avuto l’opportunità di trascorrere una serata con un neuroradiologo e ricercatore altamente qualificato (non è banale  eccellere in entrambe le cose!), che ha fatto carriera negli Stati Uniti in università leader a livello mondiale. Un uomo con un’esperienza unica nel campo degli ictus cerebrali e delle malattie neurodegenerative, che mi ha ispirato con la sua naturale curiosità verso le domande scientifiche, la sua piena dedizione alla medicina cerebrale e il suo entusiasmo per i continui progressi.

Sono tornata a casa con la sensazione che il mondo intero stia cercando di capire il meccanismo alla base di questa malattia e le metodologie ottimali per intervenire. La malattia di Alzheimer sta diventando, ora più che mai, un importante fardello mondiale che con buona probabilità, chiunque legga questo post ha in qualche modo toccato con mano. Mi sono resa conto che la prospettiva è ottimistica, ma è necessario uno sforzo e una collaborazione costante, forte e globale per continuare a far progredire la medicina, che sta correndo così velocemente: una sfida in cui questa conferenza gioca un ruolo fondamentale.

Chiara Da Villa


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