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From June 24th to 28th, members of our Braingineers team had the opportunity to participate in the Organization for Human Brain Mapping (OHBM) 2025 conference, held this year in vibrant Brisbane, Australia. The event brought together neuroscientists from all over the world, showcasing cutting-edge research and fostering meaningful exchanges on the frontiers of brain imaging.
As part of this exceptional gathering, I had the honor of presenting my research in a poster session: “Single‐Subject Network Analysis of FDOPA PET in Parkinson: Disease and Psychosis Spectrum.” (Read the full paper here).
The paper introduces a novel framework to build single-subject molecular connectivity networks from static FDOPA PET scans. By quantifying deviations from healthy controls, the method identifies individual patterns of dopaminergic dysfunction in Parkinson: disease and across the psychosis spectrum, including treatment response. This approach captures individual heterogeneity, reveals extrastriatal alterations, and offers a network-level biomarker for diagnosis and personalized treatment monitoring.
OHBM 2025 wasn’t just a platform for presenting ideas — it was a space for growing as a scientist. I had the chance to meet some of the leading mentors and researchers in the field of neuroimaging, exchange ideas with peers, and receive valuable feedback on our work.
While the concept of molecular connectivity is still in its early stages in the OHBM
community, our findings suggest it could become a key tool in the neuroscience toolkit, especially as we move toward more individualized diagnostics and interventions gathering more and more interest especially to those using network science.
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Dal 24 al 28 giugno, alcuni membri del team dei Braingineers hanno avuto il piacere di partecipare alla conferenza 2025 dell’Organization for Human Brain Mapping (OHBM), svoltasi quest’anno nella vivace città di Brisbane, in Australia. L’evento ha riunito neuroscienziati da ogni parte del mondo, offrendo una vetrina per le ricerche più all’avanguardia e creando occasioni di confronto stimolanti sui confini più innovativi dell’imaging cerebrale.
In questo contesto eccezionale, ho avuto l’onore di presentare il mio lavoro durante una sessione poster, dal titolo: “Single‐Subject Network Analysis of FDOPA PET in Parkinson: Disease and Psychosis Spectrum.” (Leggi l’articolo completo qui).
Lo studio propone un nuovo framework per la costruzione di reti di connettività
molecolare a livello del singolo soggetto, a partire da scansioni FDOPA PET statiche. Confrontando ogni singolo paziente con un gruppo di controllo sano, il metodo consente di quantificare le deviazioni individuali nella trasmissione dopaminergica, permettendo di identificare pattern specifici di disfunzione nella malattia di Parkinson e nello spettro psicotico, inclusa la risposta al trattamento. Questo approccio offre una lettura personalizzata del disturbo, evidenzia alterazioni extrastriatali e introduce un possibile network-level biomarker utile per la diagnosi e il monitoraggio terapeutico personalizzato.
OHBM 2025 non è stata solo una vetrina per condividere idee: è stata un’esperienza formativa preziosa. Ho avuto la possibilità di incontrare mentori e ricercatori di riferimento nel campo del neuroimaging, confrontarmi con colleghi da tutto il mondo e ricevere commenti costruttivi che contribuiranno a far evolvere il nostro lavoro.
Sebbene il concetto di connettività molecolare sia ancora in una fase iniziale all’interno della comunità OHBM, i risultati che abbiamo presentato suggeriscono che potrebbe diventare uno strumento fondamentale nella ricerca neuroscientifica — soprattutto in un momento in cui cresce l’interesse per approcci diagnostici e terapeutici sempre più individualizzati, un ambito in forte espansione, in particolare per chi lavora con la network science.


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